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  • John Zorn - A genius

    31 Oct 2007, 21:04

    Alle sue spalle ha una discografia che fa paura, le sue collaborazioni non si contano più, le sue idee non hanno fine, come la sua genialità di creare musica, definita da lui stesso oggetto dalle mille sfaccettature.
    Zorn è prima di ogni cosa un grande compositore nonché sassofonista, produttore e possessore di un etichetta discografica indipendente Tzadik.
    Sarebbe una grande impresa definire tutte le sue opere, neanche io possiedo tutti i suoi album, ma per mia fortuna sono stato ad un suo concento a Bologna nell'estate 2005. Ecco una breve descrizione del concerto:
    Al LINK di Bologna Zorn si presenta con la Band Cobra, composta da 14 strumentisti provenienti da ogni angolo del pianeta e più o meno famosi, ricordo qui quelli più importanti (Ikue Mori-elettronica; Trevor Dunn- basso; Cyro Baptista-percussioni) per fare alcuni nomi celebri, Zorn è il direttore. Questo progetto nasce verso la fine degli anni ‘70 e viene definita da lui stesso come “Game Pieces”; consistono in una serie di improvvisazioni, rumori, generalmente chiamata “noise” che i musicisti devono eseguire in un tempo breve, solitamente a discrezione del leader, che li comanda con dei gesti e con dei cartelli rappresentanti simboli o lettere.
    Prima d’ora non avevo mai partecipato alla visione di un progetto così fuori dal comune, ho resistito ore ad ascoltare free jazz…che apprezzo parecchio, ma quel giorno al Link di Bologna ho passato un’ora e mezza di puro casino, improvvisazione noise allo stato puro. Mi è piaciuto, mi son divertito nel vedere la gioia di Zorn che alzava quei cartelli e indicava chi doveva suonare e come doveva suonare, per quanto tempo e con chi doveva duettare, ognuno aveva diritto ad un’assolo, e per contraddistinguersi nell’eseguirlo dovevano indossare una specie di bandana in testa.
    Potetevi rendere conto che è un gioco, puro divertimento, io lo chiamerei uno sfogo, uno strappo alla regola musicale, anche una presa in giro in senso buono. Terminato il concerto mi sono avvicinato per avere un autografo, ma purtroppo Zorn si era già dileguato…per fortuna mi son fatto sentire dal bassista, Trevor che ho conosciuto 2 anni fa in Sardegna e ancora oggi siamo in contatto, premetto che Trevor è stato il fondatore degli epici Mr Bungle insieme a Mike Patton, ora è impegnato con i Fantomas e con il suo Trio Convulsant, dove suona il contrabbasso.
    Per terminare velocemente, elenco alcuni delle band mitiche di Zorn che hanno fatto scuola:
    I Naked City, band schizzata che fonde il Grind-core col Jazz, delle volte i brani non sono più lunghi di un minuto e tutto è condito dalle mitiche sonorità del sax alto con le sue solite pernacchiate e con le urla devastatrici del cantante Yamatsuka Eye (leader dei Boredoms), alla chitarra un grande del jazz Bill Friesell, alle tastiere Wayne Horvitz, Fred Frith al basso, Joey Baron alla batteria.
    Altra band che onora la grande fama del folle sassofonista sono i Masada, tutto nasce quando Zorn viene attratto dalla musica popolare ebraica Il klezmer, e da quelle sonorità poi nasce un nuovo genere molto originale perché appunto il tutto è condito con una buona dose di Jazz.
    Altro fondatore dei Masada è il trombettista Dave Douglas con cui ha un particolare interplay con lo stesso Zorn e con la sezione ritmica di tutto rispetto.
    Altro progetto che io adoro sono gli Electric Masada, band formata qualche anno fa e che riarrangia in maniera ancora una volta originale e fuori dal comune con gli interventi dell’elettronica scandita dal gusto espressivo di Ikue Mori e con la ritmica d’eccellenza (Wollesen, Dunn, Baron) Marc Ribot (chitarra elettrica), Jamie Saft (Fender Rhodes), Cyro Baptista (percussioni) e infine Zorn al sax contralto. Unico disco ufficiale è il 50 Birthday celebration vol.4 che appunto celebra il 50esimo anniversario di compleanno del sassofonista.
    Zorn è senza alcun dubbio una figura importante della musica contemporanea, un’artista senza fine, un continuum di idee e di curiosità apportate alla composizione, alla sperimentazione, all’inventiva. E’ impossibile stargli dietro tante sono frequenti le sue esibizioni, e i suoi album, quello che è sicuro è che lui sarà sempre un passo in avanti a tutti i musicisti del free-jazz.
    (recensione settembre 2005)
    TzadikJohn Zorn