Nosebleed Setwall

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9 Nov 2009, 17:57

(Articolo datato 01/12/2004)

Come diceva Madonna, gli italiani lo fanno meglio... beh, in campo crossover/nu-metal le band nostrane probabilmente ne hanno ancora di strada da fare per risultare internazionalmente competitive... le due che ho scoperto e che vi presento in questa sede probabilmente non assurgeranno mai alla fama mondiale, ma offrono entrambe un prodotto finito che ha poco da invidiare a colleghi d'oltremanica o addirittura d'oltreoceano, sia dal punto di vista musicale (che è ciò che maggiormente importa), sia per ciò che concerne la produzione (in ambedue i casi i complimenti vanno rivolti ai tipi della Vacation House Records) e la confezione (grafica/artwork) dei cd (aspetti, se vogliamo, secondari, ma comunque da considerare in un raffronto con prodotti di band estere giovani ma già prodotte, beate loro, da grosse major).
I Setwall sono una band emiliana che come diversi altri combo tricolori (i Guilty Method, per citare solo un nome, il più importante, direi) hanno come principali muse i Tool e gli A Perfect Circle, ma che non lesinano di sfociare in territorio più aggressivo, in primis a livello di vocals (con i growls alla Phil Anselmo del cantante Pio, che talvolta prova anche a rappare, dimostrandosi abbastanza completo) così come fanno i Mudvayne. Nel loro disco di esordio 'Up to the unseen' [sette canzoni per 35 minuti di durata] vengono ricostruite in maniera senza dubbio convincente le oscure atmosfere tooliane, soprattutto a livello musicale, di costruzione del pezzi (ben articolati, con cambi di tempo e continui rallentamenti melodici ed accelerazioni) ed anche per ciò che riguarda i testi... il risultato non è decisamente male: mi è già capitato di esprimere la mia mancanza di entusiasmo per artisti ispirati ai Tool che in realtà presentavano solamente un imitatore di Maynard James Keenan al microfono... non è il caso dei Setwall e questo di per sé è un motivo per promuoverli, sia sul piano musicale (la componente metal-core è ben bilanciata e talvolta in vantaggio rispetto a quella tooliana) che su quello vocale, per incoraggiarli e per augurare a loro ogni bene (i margini di miglioramento ci sono e i quattro ragazzi hanno le capacità per sfruttarli come si deve).
I The Nosebleed Connection sono invece rivolti agli amanti del metal-core alla Killswitch Engage ed Hatebreed: sono di Roma ed anche loro fanno un buon lavoro per di più in un territorio ancora abbastanza inesplorato qui da noi (a me vengono in mente solo i Browbeat). I TNC sono un quintetto con due vocalist [PO3 e She_Mo... mmmmh, non capisco perché si scelga di "nascondersi" dietro "discutibili" nicknames del genere, al posto di "presentasi come si deve", con nome e cognome, ma tant'è...] in formazione (uno dedito ai growls, l'altro più melodico e tendente talvolta a rappare, come in 'Brainfag') ed il loro disco 'Hate for free' [dieci tracce (compresi un intro ed un outro) per 32, violenti, minuti] presenta ingredienti di hardcore, thrash moderno alla Machine Head e di "cyber-metal" alla Fear Factory (o magari è più corretto accostarli ai Chimaira), visto l'utilizzo di campionamenti, programming (come in 'Distances') ed in generale di parti di elettronica. Sugli scudi 'Generated not created', 'I abuse', 'Like you' e 'Number two'... dunque anche a loro vanno le mie lodi e miei migliori auguri, promettono decisamente bene!

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