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  • Mainstream !

    24 Jul 2008, 16:05

    Find the number of listeners for your top 20 artists

    The Cure 981,261
    Depeche Mode 864,127
    Cat Power 560,266
    Bauhaus 171,920
    The Smiths 685,005
    My Bloody Valentine 293,562
    Patrick Wolf 215,123
    Pixies 745,809
    David Bowie 987,966
    Nick Cave & The Bad Seeds 371,044
    Interpol 789,107
    Modest Mouse 814,636
    Elliott Smith 624,759
    The Sound 19,439
    Muse 1,150,086
    The Jesus & Mary Chain 249,194
    Editors 411,683
    Spiritualized 121,881
    Xiu Xiu 197,599
    Siouxsie & The Banshees 230,868

    Total: 9.336.399
    Divide by 20 to get average: 466.811
    Divide by number of Radiohead listeners: 0.317
    Multiply by 100 and round if necessary.
    I'm 31.71% mainstream.

    .. lol ;_;
  • ~ Construction Time Again.

    13 May 2008, 16:26

    Sei venuto a convincermi
    O a biasimarmi per ciò che non ho ancora imparato
    Sei venuto a riprendermi
    Orfeo malato, dai forza e coraggio al tuo canto eccelso

    Portami con te, non voltarti
    Conducimi alla luce del giorno
    Portami con te, non lasciarmi
    Io sono bendata ma sento già il calore

    È il momento di svegliarmi
    È tempo di rinascere
    Sento addosso le tue mani
    Ed è un caldo richiamo perché
    Ho bisogno di svegliarmi
    Di prendermi cura di te
    Ritorno alla vita.

    Sei venuto a difendermi
    A liberarmi, imponendo oltremodo la tua ostinazione
    Sei venuto a riprendermi
    Eroe distratto da voci che inducono in tentazione

    Portami con te, non ascoltarle
    Conducimi alla luce del giorno
    Portami con te, non lasciarmi
    Il varco è vicino ed io sento già il tepore

    È il momento di svegliarmi
    È tempo di rinascere
    Sento addosso le tue mani
    Ed è un caldo richiamo perché
    Ho bisogno di svegliarmi
    È il momento di svegliarmi
    Ritorno alla vita.



    Grazie. Infinitamente.
  • Note.

    6 Abr 2008, 0:07

    You may feel alone when you're falling asleep
    And everytime tears float down your cheeks.
    But I know your heart belongs to someone you've yet to meet.
    Someday you will be loved.

    You'll be loved, you'll be loved
    Like you never have known.
  • Lights.

    31 Mar 2008, 9:40

    Editors + Mobius Band @Rimini, Velvet Club, 29-03-08

    I got a million things to say, come direbbe il buon Tom. E, ieri sera, in quel di Rimini, ne ha dette eccome, di cose.
    Ormai è appurato che sono la donnina-transenna. Tra uno sguscio e un passettino, mi sono appropinquata sempre più, e durante l'esibizione dei Mobius Band ero praticamente appolipata alla transenna, sulla destra ( essì, destino vuole che i miei concerti si svolgano tutti da quel lato ). Peccato che di fronte a me ci fossero QUATTRO CASSE ENORMI, e per questo alla fine dell'esibizione del gruppo spalla i miei timpani erano pressoché anestetizzati. Saggiamente ho deciso di slittare leggermente verso la sinistra, giusto per godermi anche altre visuali oltre alle suddette casse. I Mobius Band li ho goduti poco. So solo che la loro tastiera era a dir poco fastidiosa, ma forse perché avevo casse alte due metri lì di fianco.
    Gli Editors fanno il loro - comodo - ingresso verso le 23, ed è subito delirio. Partenza con Camera, meravigliosa, e di lì si va che è una meraviglia. Tra canzoni più movimentate ( Light, Blood, All Sparks, Fingers In The Factories, The Racing Rats ) - in cui, grazie al cielo, chi pogava veniva redirezionato dietro da cotanti buttafuori - e momenti più delicati ( la già citata Camera, The Weight of the World, Push Your Head Towards the Air, When Anger Shows ), l'esibizione dei nostri non ha avuto un momento fiacco. C'è stato anche il tempo per dar sfoggio di due brillanti b-sides ( You Are Fading e Banging Heads ) e l'ormai famoserrima, e riuscitissima, cover dei Cure, Lullaby. Stupenda.
    Tom Smith. Un uomo, un frontman di tempra sorprendente, una gran voce.
    Per me è un pazzo scatenato in semi-libertà da chissà quale istituto di igiene mentale, altro che. Le sue espressioni assurde ( "ma secondo me è un po' down", tanto per citare qualcuno ), i suoi movimenti isterici, le urla liberatorie che lanciava ogni tanto, le due/tre volte che è saltato in piedi sul pianoforte, hanno fatto di lui uno dei miei nuovi miti personali. Assaggini fotografici: 1 ( smorfia idiota ) - 2 ( anche se non si vede vi giuro che è in piedi sul piano ). Il concerto in tutto è durato un'oretta e tre quarti, forse troppo poco ! Però vabbè, il repertorio purtroppo è giusto quello di due album.
    Spero di rivederli presto.
  • Hope.

    25 Mar 2008, 14:54

    Hope there's someone
    Who'll take care of me
    When I die, will I go
    Hope there's someone
    Who'll set my heart free
    Nice to hold when I'm tired
    There's a ghost on the horizon
    When I go to bed
    How can I fall asleep at night
    How will I rest my head
    Oh I'm scared of the middle place
    Between light and nowhere
    I don't want to be the one
    Left in there
    , left in there
    There's a man on the horizon
    Wish that I'd go to bed
    If I fall to his feet tonight
    Will allow rest my head
    So here's hoping I will not drown
    Or paralyze in light
    And godsend I don't want to go
    To the seal's watershed
    Hope there's someone
    Who'll take care of me
    When I die, will I go
    Hope there's someone
    Who'll set my heart free
    Nice to hold when I'm tired.

    Spettacolo.
  • Roman Candle.

    17 Mar 2008, 22:40

    He played himself
    Didn't need me to give him hell
    He could be cool and cruel to you and me
    Knew we'd put up with anything
    I want to hurt him
    I want to give him pain

    I'm a roman candle
    My head is full of flames
    I'm hallucinating
    Hallucinating
    I hear you cry
    Your tears are cheap
    Wet hot red swollen cheeks
    Fall asleep
    I want to hurt him
    I want to give him pain
    I'm a roman candle
    My head is full of flames
    I want to hurt him
    I want to hurt him
    I want to hurt him
    I want to give him pain
    Make him feel this pretty burn.

    Quanto mi ha accompagnato questa canzone.
    E quanto mi faceva male ascoltarla.
    Perché la voce di Elliott Smith ti culla e ti strazia allo stesso tempo.
    Sarà che la dolorosa fine di questo cantautore ti innesta un po' la tristezza nel cuore sin da subito. Ci sono stati periodi in cui l'ho letteralmente divorato, mi è stato accanto in giorni più o meno oscuri ( ed i parecchi ascolti qui su last.fm lo testimoniano ampiamente ).
    Roman Candle stasera l'ho tirata fuori quasi per caso, non so nemmeno io il perché. Eppure, e mi dispiaccio veramente per questo, lego Elliott a periodi non felicissimi. Ascoltarlo di nuovo, e focalizzando l'attenzione su questa traccia - che, neanche a dirlo, è la prima della lunga playlist - mi rimanda la memoria a quanta dolce distruzione fluisce da qui.
    Un sussurro che apparentemente non ha nulla di crudele, è come velluto sulla pelle.
    Eppure non riesco a non rabbrividire.
    Grazie, Elliott.

    Comunque buttateci uno sguardo - o, per meglio dire, un orecchio - che merita sul serio.



    Ed abbiamo appena presentato: "Come utilizzare un journal apparentemente inutile per ammazzare la noia in modo più o meno consono alla mia persona".
    Il che è altrettanto inutile, ma vabbè >:3
  • It's Friday ~ I'm in love.

    1 Mar 2008, 16:11

    29.02.08 - The Cure @Palalottomatica, Rome.

    Scaletta:

    Plainsong
    Prayers For Rain
    A Strange Day
    alt.end
    The End of the World
    The Walk
    Lovesong
    To Wish Impossible Things
    Pictures of You, Lullaby
    From the Edge of the Deep Green Sea
    Please Project
    Push
    Friday I'm In Love
    Inbetween Days
    Just Like Heaven
    Primary
    A Boy I Never Knew
    Us or Them
    Never Enough
    Wrong Number
    One Hundred Years
    Disintegration

    1st Encore:
    At Night
    M
    Play For Today
    A Forest

    2nd Encore:
    Lovecats
    Hot Hot Hot!!!
    Let's Go To Bed
    Freak Show
    Close To Me
    Why Can't I Be You ?

    3rd Encore:
    Boys Don't Cry
    Jumping Someone Else's Train
    Grinding Halt
    10:15 Saturday Night
    Killing An Arab.

    Beh, che dire, personalmente sono ancora senza parole. Sarà che è stata la mia prima volta con Loro, ma comunque tutto semplicemente meraviglioso. Erano quattro anni che li aspettavo ( lo so, lo so, sono una novellina, ma pur sempre adoratrice ), e l'elettricità precedente l'evento l'ho sentita tutta, fino in fondo.
    Sono anche riuscita, nonostante le spiacevoli premesse, ad accaparrarmi una discreta quasi-prima fila in parterre, proprio sotto il mio adoratissimo Simon - che sfoggiava per l'occasione una tinta per capelli di un rosso incredibilmente sgargiante. Alle prime battute mi ero appostata dietro un tizio altro più o meno un metro e novanta, pelato e dal ghigno inquietante, sì insomma, il Billy Corgan dei poveri. Non faceva altro che darmi gomitate ed aggredire la mia visuale ( già che sono nana di mio ), tanto che, dopo qualche canzone, ho deciso di slittare verso la destra con passo pinguinesco, dietro ad un ragazzo dall'aria davvero simpatica.
    L'ansia cresce - erano più o meno le sette e mezza - quando i 65daysofstatic finiscono di suonare, e tutto si prepara al loro ingresso.
    ( Ho adorato la coreografia, e le immagini proiettate sullo sfondo durante le canzoni. Atmosfera pura. )
    Una mezzoretta ed infine eccoli. Prima Jason, poi Porl, Simon ( e lì ho cacciato un gridolino estatico ) ed infine Robert. Non ci credevo, a meno di tre metri da meh ! Cioè, a tratti non ci credo neanche adesso.
    L'intro è Plainsong, e sapevo avrebbero iniziato da lì. ( Sì, mi ero imparata a memoria la scaletta polacca ._. )
    Ho cantato a squarciagola tutto, TUTTO, e, anzi, mi scuso con la ragazza che avevo davanti, che ad ogni mio urletto faceva la faccia schifata della serie "Anvedi 'sta fangherl ao" ;_;'
    Strano meccanismo scattava ogni tanto nella mia testa... Mi accorgevo di iniziare automaticamente a cantare le canzoni, per poi realizzarne il titolo solo a metà strofa ( sarà per la tanto demonizzata acustica del Palalottomatica.. ? ). Vabbè che, ad esempio, To Wish Impossibile Things a me inizialmente sembrava Bloodflowers, ed infatti mi stavo stranendo, mh.
    Mi ha fatto inoltre tanta tenerezza, e piacere, la scelta di inserire anche Friday I'm In Love. E dire che con tutto quello che avevo previsto questo mi ha proprio colto di sorpresa ! Venerdì, concerto dei Cure, Friday I'm In Love ci casca a fagiuolo ! Eh, la solita idiota.
    Simon saltellante è uno spettacolo impagabile, e quel basso rosso che faceva pandant con i capelli davvero un eccesso stiloso unico. Stupendi gli arrangiamenti di canzoni interamente basate su synth e tastiere, come Plainsong o The Walk ( per me entrambe le versioni sono meravigliose, sì ). Esagitante il secondo encore, con canzoni come The Lovecats, Hot Hot Hot!!!, Let's Go To Bed, Close To Me e Why Can't I Be You ?. Non riuscivo a stare ferma, anche perché Robert ci incitava - tra balletti goffi e splendide prove vocali - come solo un grande intrattenitore sa fare. La sua voce, appunto, sempre meravigliosa e perfetta, non ha stringato un attimo, ed ha accompagnato tutti noi, ora dolcemente ora in maniera più incisiva, per tre ore.
    Un vero peccato sentire da parte del pubblico poche ovazioni per canzoni come Primary ( eccezionale, con il basso di Sim veramente secco e potente ) o A Strange Day e, di contro, letterali esplosioni di boati all'attacco di Just Like Heaven e Lullaby, nonostante io ami tutte le loro canzoni incondizionatamente.
    Durante l'encore interamente dedicato a Seventeen Seconds ( At Night, M, Play For Today, A Forest ) ho pianto. Sì, è stato troppo emozionante, reggere era impossibile. E qualche lacrimuccia è uscita anche durante Disintegration - la canzone -, giacché il mio legame con quella traccia è troppo forte. E poi si sa che mi commuovo per veramente poco.
    Comunque dovrebbero impedire il pogo, dio se lo odio. Non si può pogare con Grinding Halt, non si può ! ( Paturnie mie, non me ne vogliate. )

    Menzione particolare meritano le nuove canzoni, Please Project e A Boy I Never Knew. Molto wishesca - il che è un buon segno - la prima, struggente e bellissima la seconda.

    In sostanza, la band è ancora in formissima. Porl è un chitarrista eccezionale ( il suo guardaroba ha ennesimamente dimostrato la sua ecletticità <3 ), anche Jason picchiava grintosamente la batteria. Poi, sì, Robert è il magnaccia della faccenda, e Simon... Cioè, c'è ancora qualcosa da dire su quest'uomo ? IO LO AMO, ebbasta ( il 60% delle foto fatte da me ritraggono lui *coff* ).

    Avrei voluto suonassero ancora, e ancora. Mi mancavano canzoni come Fascination Street, Cold, Icing Sugar, Charlotte Sometimes e Fire In Cairo ( ecco, FIC io me l'aspettavo proprio ;_; Robert ! Dannazione ! Potevate anche farmela, gnah ), ma so anche bene che occorre accontentare tutti, più o meno.
    Ed in fin dei conti è stato tutto perfetto. Così tanto che mi riesce difficile aspettare altro tempo per rivederli. Perché li rivedrò, oh se li rivedrò !
    I'm coming to find you if it takes me all night,
    Can't stand here like this anymore.


    Ultima nota : dopo il 2nd Encore, Simon rientra con un braccio attorno le spalle di Porl. Io esclamo zompettando "Oddio, ma che carini ! <33333", e tutta la prima fila si volta a guardarmi. Un urrà per me.
  • Boh.

    25 Feb 2008, 17:40

    Take your top 50 artists. For each of these artists, collect the top 20 similar artists (where the artist itself is the #1 most similar). The resulting number of unique artists is your super-eclectic score. You can compute your own score at http://anthony.liekens.net/pub/scripts/last.fm/supereclectic.php

    My super-eclectic score is currently

    512/1000



    The most similar artists for my profile are Joy Division (18), The Cure (15), Pixies (13), Interpol (12), The Smiths (12), Echo & the Bunnymen (12), Talking Heads (10), The Jesus and Mary Chain (10), New Order (9), Bloc Party (9)

    Adoro perdere tempo con queste cazzate :V
  • Disarm you with a smile.

    13 Feb 2008, 22:54

    Disarm you with a smile
    And cut you like you want me to
    Cut that little child
    Inside of me and such a part of you
    Ooh, the years burn

    I used to be a little boy
    So old in my shoes
    And what I choose is my choice
    What's a boy supposed to do ?
    The killer in me is the killer in you
    My love
    I send this smile over to you

    Disarm you with a smile
    And leave you like they left me here
    To wither in denial
    The bitterness of one who's left alone
    Ooh, the years burn
    Ooh, the years burn, burn, burn

    I used to be a little boy
    So old in my shoes
    And what I choose is my voice
    What's a boy supposed to do ?
    The killer in me is the killer in you
    My love
    I send this smile over to you

    Cosa non si può amare in una canzone del genere ?
    Mi strappa il cuore tutte le santissime volte.

    ( L'avrei voluta anche live, peccato. Billy sei un pelato inutile, ecco. )
  • A measure of life.

    9 Feb 2008, 11:13

    The Cure, Seventeen Seconds (1980, Fiction Records)



    Seventeen Seconds, 1980. Robert Smith, che con questo disco inizia la sua lenta discesa verso le più cupe elucubrazioni mentali, alla voce ed alla chitarra, Simon Gallup al basso, Lol Tolhurst alla batteria e Mathieu Hartley alle tastiere.
    Abbandonata la scanzonata allegria punkeggiante che aveva portato, l'anno precedente, al parto di Three Imaginary Boys, inizia l'analisi. Tre ragazzi di provincia ( ora quattro ) che, finalmente, si guardano dentro. Riflessione, maturazione, egocentrismo e distruttività, auto ed etero-diretta. Una miscela di emozioni che, stanche, si trascinano lungo un percorso sublime - attraente ed orrorifico, proprio come in uno dei romanzi gotici da cui Robert Smith si è lasciato troppo spesso sedurre.
    Perché l'incertezza del futuro fa paura, e questo album ce lo sa dimostrare appieno.

    Diciassette secondi. Dieci tracce. Ed un suono meraviglioso, atmosferico, cristallino. Essenzialmente semplice ma straordinariamente d'effetto.
    A Reflection, strumentale, ci introduce, con le sue tastiere delicate, a passo di danza, verso il beat della seconda traccia, Play For Today. Canzone stranamente movimentata, con la chitarra che da' ennesimamente prova di essere causa ed effetto dei pensieri del suo demiurgo, Smith. Il basso di Gallup e la sezione ritmica, come d'abitudine scarna ma incredibilmente azzeccata, curata da Tolhurst fanno da contorno alla voce tormentata del cantante, che qui è ad una delle sue migliori prove. Segue il sussurro debole di Secrets, languido resoconto di una ritrovata ed insperata intimità, segreti che si poggiano lievemente su di un giro di basso a tratti inquietante.
    In Your House è un altro pezzo dalla consistenza quasi eterea e fluttuante, che riprende metaforicamente le basi di A Reflection, in una sorta di continuazione su una strada che, dopo quattro canzoni, iniziamo a conoscere già abbastanza bene. Il silenzio e la sensazione di vuoto e desolazione sono temi che ossessionano Smith: "I hear no sound in your house, silence in the empty rooms - I drown at night in your house, pretendig to swim". Sensazioni ed impressioni che si imprimeranno a fuoco nell'animo del cantante, e che preannunciano le ombre ed i tormenti dei dischi successivi.
    Three e The Final Sound, la prima strumentale, con i lamenti di Smith in sottofondo, e la seconda un piccolo e sconnesso preludio di tastiere, ci introducono a quello che è il vero capolavoro del disco, A Forest.
    L'intro è rarefatta, e la chitarra si fa strada, con circospezione, dentro quella foresta che sembra quasi pulsare dentro le nostre orecchie.
    Il tema della canzone ci riporta, nuovamente, alla trafelata paura di perdere chi amiamo, e Robert Smith è maestro in questo: sa calarsi, e calarci, perfettamente all'interno delle sue storie. Un dionisiaco tormento onirico che potrebbe tranquillamente portare alla pazzia. E' inutile combattere, la nostra foresta personale riesce sempre e comunque a farci smarrire la strada. Again and again and again and again...
    A Forest è un gioiello che rifulge, nonostante al suo interno si sentano ancora vibrare i fantasmi più tetri, a ritmo funereo.
    M, ottava traccia, il cui titolo è dedicato alla findanzata di Smith, Mary Poole, è una tenera ballata velata di malinconia, mentre At Night è l'ennesima, triste ma sempre bellissima meditazione sulla vacuità dell'esistenza.
    Il disco si conclude con la title-track, Seventeen Seconds. Finiscono le danze, ma il cuore di Smith non trova pace: "Feeling is gone, and the picture disappears - And everything is cold now - The dream had to end, the wish never came true".
    Continuare, con il rischio di perdere tutto, o rimanere dove siamo, incantati, nella vana speranza dell'immobilità del tempo ?
    Una cupa iniziazione, ma un album di rara bellezza.